• Edy De Michele

"Andy è vivo", dopo 34 anni

Trentaquattro anni fa moriva il padre della POP ART, Andy Wharol. Definirlo è impresa ardua, poiché è stato senza dubbio l’artista più all’avanguardia del XX secolo. Oltre alla pittura, è stato scultore, musicista, sceneggiatore, scrittore, fotografo. E’

leggenda. L’iconico Andy Wharol, famoso per la sua eccentricità, ma soprattutto per la volontà, che si tramuta in capacità, di rendere qualsiasi oggetto “artistico”, come una banana, un barattolo di pelati, una 33 ml di coca-cola. Nacque il 6 agosto 1928 ma, non essendo mai stata registrata la data di nascita, la cambiava a piacimento, inventando storie diverse ad ogni intervista. Impetuosamente ipocondriaco e sopravvissuto alla “prima morte”, quando un’attivista femminista gli sparò al torace dopo che lo stesso Wharol aveva rigettato una sua sceneggiatura. Possedeva un archivio di “odori incapsulati”, per conservare i ricordi. Warhol era un devoto cattolico bizantino. Fu spesso volontario nei rifugi per i senzatetto e non mancava mai le messe. Morì, stavolta veramente, il 22 febbraio 1987, dopo un intervento chirurgico alla cistifellea. La sua opera ultima fu Last Supper, ispirato all'Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Ma Andy è vivo nella sua grandezza, originalità, inarrivabile genio.


“Una Coca-Cola è una Coca-Cola e non c'è denaro che ti consenta di berne una più buona

di quella che sta bevendo un barbone all'angolo.” ANDY WARHOL












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