• Cinzia Colarusso

DA AFRICA MASTERPIECE CHILDREN A RADICI GLOBALI: UN'ASSOCIAZIONE CON L'AFRICA NEL CUORE

Oggi, ci catapultiamo in un mondo tra volontariato e fotografia facendo quattro chiacchiere con Stefano Lotumolo.

Ciao Stefano, benvenuto. Presentati ai nostri lettori: chi sei, dove vivi e cosa fai nella vita?

Sono un fotografo scrittore che attualmente vive a Olbia. Nella vita, attraverso le mie arti, cerco di creare opportunità e di mostrare le mie ricerche interiori, lasciando la possibilità al lettore, o al visitatore della mostra, di capire che esistono molti modi per conoscere sé stessi e il mondo.

Quando e perché nasce l'associazione AFRICA MASTERPIECE CHILDREN?

In questi cinque anni e mezzo ho stretto una grande amicizia con Philipo, un guerriero Maasai che vive ai piedi del Mount Meru, nel nord della Tanzania ai confini con il Kenya.

Questa amicizia si è consolidata nel tempo e a Febbraio 2020, poco prima del primo lockdown, abbiamo portato a termine un ultimo reportage fotografico sulla vita dei Maasai, mettendo in risalto le immense difficoltà e le necessità evidenti.

Africa Masterpiece Children nasce per supportare le comunità Maasai con progetti riguardanti la salute, l’educazione per l’infanzia e l’emancipazione della figura femminile.

Per muovere i primi passi nel mondo dell’associazionismo, a Luglio 2020 abbiamo stretto un’importante collaborazione con un’associazione partner sul territorio africano e nonostante la pandemia, nel primo anno di attività grazie ai nostri donatori abbiamo finanziato tre progetti:

1) La costruzione di un acquedotto per portare l’acqua a un villaggio Maasai di mille persone ad Arusha, nel villaggio di Mkuru, in Tanzania.

2) La costruzione dell’impianto murario della scuola primaria di Mungure, nel distretto di Mto Wa Mbu, in Tanzania.

3) Il parziale finanziamento di un centro polifunzionale femminile sito a Mto Wa Mbu, in Tanzania, di proprietà dell’associazione locale Shot (partner del progetto).

Inoltre, sono state possibili tre adozioni a distanza nella casa famiglia gestita dall’associazione Shot, un’adozione a distanza di una bambina nel centro per disabili Pambazuka e abbiamo dato a quattro bambini delle borse di studio nella scuola privata primaria di Baraka.

Nel mese di Gennaio 2021, inaspettatamente, data la mole di lavoro svolta e i risultati ottenuti, abbiamo dovuto cessare la collaborazione per problemi di comunicazione con il nostro referente in Tanzania.

Da quel momento siamo ripartiti e abbiamo apportato alcune novità; la prima che vi svelo è la modifica del nome dell'associazione: Africa Masterpiece Children sta per diventare RADICI GLOBALI.


Quanti e chi siete operativamente a impegnarvi nell'associazione?

Il Cda è formato da cinque componenti che operano all’interno dell’associazione. Negli ultimi mesi, con la mia compagna Ludovica Cristofaro, Fundraiser dell'associazione, stiamo curando l'aspetto organizzativo e implementando nuovi progetti. Stiamo ampliando il nostro team per riuscire a operare al meglio, consci dell’importanza e della responsabilità che un nostro intervento può avere su territori in cui anche l’acqua potabile è un lusso.

Quali sono i progetti che portate avanti?

Stiamo sviluppando progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita in alcuni Stati dell’Africa, ponendoci come limite quello di non “tagliare” le radici culturali delle popolazioni africane, occidentalizzandole. I progetti implementati e implementabili sono portatori di valori quali la tutela dell’ambiente, la tutela dei minori e l’emancipazione femminile.

Nel dettaglio, Stefano Rolfo, socio fondatore di Africa Masterpiece Children curerà l'inizio della messa a dimora di alberi da frutto in Senegal, Gambia e India in orfanotrofi o scuole, con le associazioni partner “Energia per i Diritti Umani Onlus”, e “Associazione Talea”,

Stiamo lavorando per sviluppare un progetto ambizioso nella comunità Maasai di Mkuru: una casa famiglia che funga da centro polifunzionale. Sul territorio possiamo contare su Philipo, il nostro amico Maasai.

In questi mesi abbiamo stretto nuove collaborazioni, la più importante è con la Terra di Piero, una realtà meravigliosa con sede a Cosenza, che da dieci anni si impegna nel Sud Italia e in Africa con tanti progetti, dalla costruzione di pozzi a parchi “inclusivi” per bambini normodotati e diversamente abili.

Con loro stiamo mettendo in piedi un tour di mostre fotografiche che partirà da Cosenza intorno al 20 maggio 2021; la nostra Fundraiser Ludovica Cristofaro ha pensato a una sintesi perfetta tra cultura e solidarietà, per cui gli eventi culturali saranno finalizzati alla raccolta fondi.

In ultimo, ma primo per obiettivi realizzati con Radici Globali, grazie a una raccolta fondi realizzata dall’amico Giuseppe Metrangolo, collegato al nostro progetto da anni, finanzieremo, sempre con “Energia per i Diritti Umani Onlus” due distinti progetti in Senegal. Costruiremo un pozzo a Tataguine Serere e verranno acquistate circa 25.000 mascherine nel progetto di prevenzione al Covid-19.

Sono tanti i progetti in atto nonostante siamo praticamente sempre all'inizio della nostra esperienza. Siamo grati per queste nuove opportunità, consci che le cose accadono se abbiamo chiari davanti a noi i nostri obiettivi.

Come vi mantenete e come possiamo sostenere la vostra realtà?

In questo momento non è semplice mantenerci, perché l’arte è stata messa in cantina dalla pandemia.

Ludovica ha sviluppato una sintesi a nostro avviso molto interessante tra cultura e solidarietà, aprendo alla possibilità di creare eventi culturali finalizzati alla raccolta fondi. Per questa ragione, i nostri reportage fotografici saranno usati per scopi associativi.

L’intento è quello di creare eventi in cui il visitatore potrà gustare sia l’aspetto culturale di una mostra ad alto contenuto antropologico, sia un momento di solidarietà tramite l’acquisto, se interessato, di uno degli oggetti presenti nel merchandising.

Inoltre con il nuovo libro che sta per uscire “Sul Cammino del Bene”, che narra il cammino in silenzio che da Assisi mi ha visto arrivare a Riace per incontrare Mimmo Lucano, spero di riuscire a creare introiti costanti per me e per l’associazione, dato che metà degli utili verrà versata nelle casse di Radici Globali.

Le nostre fotografie sono in vendita sul sito www.stefanolotumolo.com.

Secondo te, può esistere un'amicizia tra culture diverse?

Se non credessi nell’amicizia tra culture non avrei impegnato la mia vita in questa direzione.

Nell'Agosto del 2018 avete girato un lungometraggio dal nome "It's All About Love", vuoi parlarcene? E soprattutto cosa ha lasciato dentro di voi?

Il film narra la scalata di un insolito fotografo (me) che vuole raggiungere il suo sogno: comunicare al mondo la bellezza e l'importanza della diversità, considerandola non come limite, ma come valore aggiunto. Il film è un profondo viaggio nella diversità, con spaccati di mentalità, culture e pensieri apparentemente lontani, ma uniti dal bene più profondo nascosto nell'anima.

Dopo aver raggiunto la quota necessaria per terminarlo con un crowdfunding in cui abbiamo raccolto quasi 6000 euro, conclusosi poche settimane fa, stiamo lavorando per chiudere il progetto. Sono molto emozionato. Tra agosto e settembre 2018 siamo incredibilmente riusciti a registrare tutto il materiale video tra Tanzania e Italia, poi il progetto si è un po' arenato. Fino a quando non lo vedrò completato, non voglio pensare a cosa accadrà.

Aver girato un lungometraggio completamente senza soldi, credendo fortemente nei nostri sogni, ci riempie di orgoglio.!!

Chi c'è dietro al progetto "It's All About Love"?

Il regista del film è Mirko Petrini e il direttore della fotografia Simone Boccalatte.


Come sei approdato in Africa? Cosa ti ha spinto a partire?

La prima volta in Africa sono approdato da semplice turista, lì ho conosciuto Philipo, una delle persone a cui sono più legato nella mia vita. Mi ha aperto le porte della comunità Maasai dove ho avuto modo di capire quanto siamo fortunati a vivere “dalla parte giusta del mondo”.

Ho lasciato il mio porto sicuro perché non ero felice e volevo conoscere me stesso e il mondo.

Come ti ha cambiato l'Africa? Esiste davvero il Mal d'Africa?

Non so se esista il mal d’Africa, so soltanto che vedere bambini bere dalle pozzanghere mi spinge a lottare ogni giorno per creare reali opportunità attraverso l’arte, questa è la mia missione nella vita.

L’Africa mi ha dato la possibilità di cambiare, ma siamo noi il nostro cambiamento.

Come sono i rapporti tra te e le persone del villaggio? Hai incontrato difficoltà a rapportarti (per qualsiasi motivo), sei riuscito a instaurare un rapporto fluido? Come ti vedono loro?

Dopo tanti anni loro si fidano completamente di me, e io di loro. Per questo voglio a tutti i costi realizzare il mio sogno, quello di costruire un centro polifunzionale che possa supportarli sotto molti aspetti fondamentali. Ad esempio, nel distretto di Mkuru non esiste un dispensario e le donne, per ricevere un primo soccorso, devono arrivare in città che dista ore di auto, cosa veramente improbabile.

Non ho incontrato difficoltà nel rapportarmi con loro perché ho sempre cercato di essere il più onesto possibile, cercando di pormi con la massima umiltà, sempre pronto a imparare nuove lezioni. Loro spesso rimangono sorpresi dai miei modi di vivere la vita nei villaggi Maasai.


Secondo te, quali sono i pro e i contro del volontariato e quali devono essere le caratteristiche di un buon volontario?

Per il volontariato ormai servono conoscenze adeguate per portare a compimento progetti ben sviluppati. Un intervento va curato sotto molteplici aspetti e richiede un lavoro ben strutturato.

Per quanto riguarda il volontario, bisogna ascoltare il nostro cuore e se ci sentiamo pronti, mettersi al servizio del prossimo è una tra le più belle sensazioni che questa vita può donarci. La figura del volontario sul campo sarà fondamentale per Radici Globali.


Come è visto dagli abitanti del villaggio un volontario europeo che si reca nella loro terra per aiutare?

Ovviamente dipende sempre da come il volontario si pone, ma gli abitanti del villaggio sono ben disposti e pronte a collaborare comportandosi di conseguenza al nostro approccio. Credo in un intervento umile, al servizio della comunità, senza lasciare niente al caso.

Ovviamente in Africa dobbiamo sempre sapere a chi ci rivolgiamo, altrimenti si rischia di finire fregati.


I tuoi social straripano, oltre che dai tuoi sorrisi, di immagini molto belle scattate con i bimbi africani...descrivici con le parole, se puoi, le emozioni che provi in quei momenti.

Per me la fotografia è magia, adoro ritrovarmi in luoghi lontani, disconnesso dal mondo, a vivere culture diverse da cui ho la possibilità di apprendere sempre nuove lezioni, che mi permettono di proseguire in questo percorso evolutivo inseguendo un bene comune.

Vorrei continuare a descrivere il bello del mondo, perché è molto importante ricordarci quanto sia meraviglioso il creato nella sua totalità, ma senza dubbio voglio perseguire la mia missione e riportare la realtà di certe situazioni al limite con immagini reali, come le fotografie dei bambini costretti a bere da pozzanghere in cui gli animali fanno i loro bisogni.

Oltre all’Africa, tanti insegnamenti li ho appresi nel Sud Est Asiatico: terra magica!




Presidente Stefano Lotumolo





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