• Edy De Michele

LA VITA AL TEMPO DEI SOCIAL



I social, si sa, prendono sempre più piede nelle nostre abitudini quotidiane, quasi da diventare un aspetto irrinunciabile della nostra esistenza. Che giornata è stata oggi? Beh, il numero dei like al post costruito perfettamente o qualche commento inaspettato potrebbero giocare un ruolo fondamentale. A raccontarci meglio le dinamiche della Vita al Tempo dei Social è Pinuccio, inviato di Striscia la notizia e Autore del Libro “Annessi e Connessi”. La nostra intervista ovviamente avviene sul social!

Pinuccio, è proprio il web a darti i natali e a farti conoscere il concetto di satira.

Quando il web costituisce una sana opportunità?

Il web è un campo democratico, in quanto ognuno può esprimersi, rispettando le regole del social stesso, a meno che non sei Trump è ti fai buttare fuori. Mi sono avvicinato inizialmente con dei blog che ti permettono di capire immediatamente se il tuo progetto funziona o no, attraverso i consensi. E’ un mercato che va aggredito, per chi vuole fare questo mestiere.

Nel primo capitolo del tuo libro ci presenti il concetto di “Felicità aumentata”, un bisogno spropositato di sembrare felici e perfetti attraverso le bacheche dei nostri profili. Questa dipendenza come è cambiata nei periodi di lockdown?

Da un lato è stato un mezzo che ci ha aiutato a passare il tempo, restando in contatto con gli altri, dall’altro ha fomentato paturnie personali che hanno trovato sfogo nella piattaforma, trasformandola in un’esplosione di rabbia che trasferiamo sugli altri. La Felicità aumentata ci rende più simpatici e ci aiuta ad avere consensi – la famiglia sorridente, il bambino che fa sport, la scarpa nuova, la vacanza- Facciamo tutto per avere consensi, ma nessuno può essere davvero felice h24.


Nel tuo libro descrivi ad un certo punto la “Cena di Natale” a casa tua, con eventi che ci riportano a quelle di ognuno di noi – la grigliata, le sedute tattiche per non alzarsi e dare una mano, la cognata snob, le mamme con i grembiuli e le ciabatte rosa di spugna. Vorrei che lanciassi un messaggio di resistenza a chi sente la mancanza delle tavolate, bandite da tempo.

Il mio messaggio di resistenza è che a me non mancano, io sto bene così (e si ride). Si sta benissimo in silenzio, anzi si dovrebbe istituire una regola che imponga la cena di Natale ogni 4 anni, per godersi 3 anni di solitudine.
Si torna seri e aggiunge “Se siamo in queste condizioni un po' è colpa nostra, per il mancato rispetto di alcune disposizioni e anche per una confusione politica che ha barcollato tra piccole aperture e piccole chiusure, quando forse sarebbe stato più giusto chiudere per lungo tempo e dare più sostegni a tutti. Ma ormai la politica la guardo come uno spettacolo, dove sono tutti attori. Sono lontano dal sentirmi rappresentato dalle forze in campo e non mi vergogno di dire che da 15 anni vado ad annullare la scheda. Nonostante ciò, sogno un’intervista ad Arcore o uno spot in inglese da Renzi per il nostro sugo besugo che ci apra al mercato arabo.

Da tanti anni sei anche il volto della denuncia, specialmente su Striscia la Notizia, in ambito amministrativo, ambientale e della sanità. Cosa manca al sistema Italia per essere una nazione dove tutto funzioni decentemente?

Manca la Norvegia!
Manca che non siamo la Norvegia e il nostro sistema è un cane che si morde la coda. Abbiamo una politica ed un’amministrazione, non tutta ovviamente, che per prima non ha osservato le regole: basti pensare ai politici che sono stati coinvolti in vicende in cui non dovevano esserci. Noi abbiamo lo Stato che ci meritiamo, quando invece dovrebbe essere il modello per i cittadini.

Quali sono i tuoi progetti e il sogno nel cassetto?

Aprire un’azienda che produce vaccini!
Scherzi a parte, restare nell’ambito della mia professione, con Striscia, magari scriverò un altro libro, il teatro, la sceneggiatura e la pesca perché adoro il mare e diffido di chi non lo ama.

Magari la prossima volta, ci vediamo lontano dai social, nel frattempo ti ringrazio e ti auguro buon lavoro.

Ma si, un saluto a tutta l’Irpinia, noi siamo pure confinanti. Io spesso vado col trattore a Rocchetta Sant’Antonio, due passi da Vallata e Lacedonia.
Grazie a tutti.
Uno stralcio dell'intervista

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