• Cinzia Colarusso

TRASHTEAM APS: L'ASSOCIAZIONE CHE HA VOGLIA DI CAMBIARE LE COSE

Abbiamo incontrato l'associazione TrashTeam APS di Genova che insieme ai suoi volontari si batte per difendere la nostra Terra.

Allora, raccontate ai lettori come è nata e in cosa consiste la vostra associazione?

La nostra associazione è nata inizialmente come un semplice gruppo di ragazzi che si è incontrato nel Bisagno, il torrente che attraversa la nostra città, per dargli una ripulita senza impegno. E’ stata la nostra attuale presidente Michelle a creare un gruppo whatsapp con persone che pensava potessero essere interessate alla cosa e che ha dato inizio al progetto. Non tutti coloro ai quali lei aveva chiesto di partecipare hanno aderito, ma altri si e così è iniziato a formarsi il primo gruppetto, quello che poi sarebbe diventato il primo direttivo dell’associazione. Quel messaggio è stato scritto il 22 Marzo 2019, giornata che noi individuiamo come il nostro “compleanno” perché è quando è iniziato tutto. Dopo aver visto le reali condizioni del Bisagno, abbiamo deciso di proseguire scendendo tutti i weekend e cercando di coinvolgere più amici e persone possibili, e dopo neanche un mese già avevamo in mano l’atto costitutivo dell’associazione e ad Agosto abbiamo ufficializzato il tutto diventando definitivamente un’Associazione di promozione sociale. Ancora prima di costituirci come associazione già ci erano venute in mente diverse idee di sensibilizzazione da portare avanti che non si limitavano alla sola pulizia del Bisagno. Abbiamo dato vita a quella che è diventata la nostra prima mostra (ne stiamo progettando altre) intitolata “Non restare indifferente", che è stata esposta anche nei centri commerciali Coop e poi interrotta a causa del covid. Abbiamo aperto una sezione animalista, preparato progetti da presentare alle scuole, iniziato la riqualificazione profonda di alcuni luoghi della zona, inziato un progetto di informazione sui social e tante altre cose.

Cosa vi ha spinto a occuparvi di attivismo ambientale? Come è nato l'interesse per i problemi ambientali?

Un paio di anni fa, quando abbiamo iniziato, il tema ambientale non aveva ancora tutta la risonanza mediatica che ha oggi. Il movimento Fridays For Future era nato da poco, si incominciava appena a parlare del problema e tutte le persone che erano rimaste in silenzio perché non sapevano come poter dare una mano e fare qualcosa di concreto hanno cominciato a essere ispirate, compresi noi. Molti di noi erano già interessati ai problemi ambientali da tempo ma non avevano ancora trovato nessuna realtà che potesse rappresentarli ne la forza di volontà di iniziare da soli. Noi siamo stati ispirati dalla #trashtagchallenge, una challenge sui social dove le persone facevano la foto a un luogo inquinato, lo ripulivano e poi postavano sui social i risultati. L’idea di Michelle quando ha creato il gruppo era stata quella di ricreare e partecipare a questa challenge, aveva preso l’iniziativa, non eravamo più da soli e quindi siamo partiti da li.


Cosa significa per voi fare volontariato?

Fare volontariato per noi significa aiutare il prossimo senza chiedere nulla in cambio, o meglio, ricevendo in cambio solo tantissima soddisfazione personale. E questo prossimo può essere di diversi tipi: puoi fare volontariato con anziani, bambini, senza tetto, disabili..puoi donare il sangue, fare volontariato nei canili o come noi aiutare l’ambiente e gli animali. Anche la terra ha bisogno di aiuto ed è importante occuparsi di essa tanto quanto è importante aiutare tutte le fasce della popolazione.

Ormai per noi il volontariato è parte integrante di ogni nostro giorno, perché con un’associazione non ti fermi mai, e soprattutto chi lavora dietro ai progetti e a tutta l’organizzazione deve essere sempre reperibile e disponibile. Non è facile, anzi, è molto faticoso e stressante, sopratutto per ragazzi come noi che al di fuori lavorano e studiano, ma ne vale assolutamente la pena.


Cosa può fare il cittadino comune per contribuire, se può?

Ogni persona può fare la differenza in tantissimi modi diversi. Se solo tutti facessero la differenziata, decidessero di comprare un prodotto sfuso invece che confezionato in una busta di plastica, mangiassero meno carne, scegliessero di buttare la sigaretta nel cestino e non a terra o di usare piatti di ceramica e borracce invece che le alternative usa e getta di plastica, avremmo già risolto metà del problema. Per noi è importante la sensibilizzazione proprio perché vogliamo far capire alle persone che ognuno di noi può fare la differenza e che è importantissimo che siano tutti consapevoli dei danni che stiamo provocando all’ambiente con le nostre azioni.


Ci sono problematiche gravi dal punto di vista ambientale nella vostra città?

Ci sono sicuramente alcuni luoghi che sono completamente abbandonati a loro stessi e dove nessuno pulisce da anni (come il Bisagno, o la Curva del Perdono, un pendio adibito a discarica abusiva da anni), e che sono appunto i luoghi a cui dedichiamo maggiormente i nostri sforzi. Ma anche giardini pubblici e strade potrebbero essere tenute meglio..ci è capitato di pulire dei giardinetti per bambini che erano in condizioni pietose, avevamo raccolto 7 sacchi della spazzatura, una quantità infinita di mozziconi di sigarette e piu di 160 brick di estathè.


Qual è il vostro rapporto con le realtà locali? C'è una rete di collaborazione?

Fin dalla nostra nascita siamo stati supportati sia dal Municipio della nostra zona tramite un patto di collaborazione che ci permetteva di scendere nell’alveo del torrente senza aspettare i 30 giorni di permesso e di avere i rifiuti ritirati da Amiu, l’azienda responsabile della pulizia in città; sia da un’altra associazione molto affermata nel nostro quartiere, l’Associazione G.A.U, che ci ha fornito una sede legale nei suoi locali e supporto sia economico sia morale per tutti i nostri progetti. Da Settembre siamo anche affiliati con Legambiente Liguria che ci fornisce l’assicurazione per tutti i volontari e con la quale dovremmo iniziare presto dei progetti, non appena il covid lo permetterà. Collaboriamo poi saltuariamente con altre realtà del territorio per eventi di pulizia insieme o con altri gruppi di ragazzi che come noi hanno deciso di dedicarsi ad aiutare l’ambiente nella città di Genova.


Portate avanti molti progetti di sensibilizzazione ambientale, ce ne volete parlare di qualcuno in particolare? E vi è partecipazione?

I progetti maggiori che abbiamo dedicato alla sensibilizzazione sono la nostra mostra, della quale parlerò nella prossima domanda, e il progetto dedicato ai bambini e ragazzi delle scuole (elementari, medie e liceo). Ancora non siamo riusciti a partire a causa del Coronavirus e della didattica a distanza, ma forse adesso le cose si stanno muovendo e possiamo cominciare a intraprendere dei progetti con alcune scuole elementari della zona che hanno ancora i bambini in presenza. Per loro stiamo preparando laboratori e giochi incentrati sul riciclo e sull’importanza della natura, mentre con i più grandi delle medie e liceo abbiamo preparato 3 incontri (uno conoscitivo, uno sulla raccolta differenziata e uno sulla fauna in via d’estinzione) che speriamo di poter intraprendere da settembre o non appena la didattica tornerà a essere in presenza. Per noi è assolutamente importante che le generazioni più giovani capiscono che devono impegnarsi per questo pianeta perché se no molto presto non sarà più come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso. Loro sono il futuro.

Il progetto Bisagno che si fa iniziativa artistica, in cosa consiste?

Come dicevo prima, la pulizia del Bisagno è stato il primo progetto che abbiamo intrapreso, e li trovavamo oggetti veramente assurdi. Io e un altro ragazzo che partecipava siamo fotografi (autodidatti), e abbiamo cominciato a pensare che sarebbe stato bello immortalare in qualche fotografia gli oggetti pù strani che trovavamo nel Bisagno. E cosi abbiamo iniziato a fare le prime foto alle scarpe, giocattoli e tutto quello che ritenevamo interessate. C’è voluto poco perché tutti insieme venissimo fuori con l’idea di ampliare questa cosa e perché no, cominciare a fare qualche foto ai ragazzi che partecipavano alle spedizioni mentre interpretavano una natura soffocata dalla plastica e dall’uomo. Così abbiamo iniziato a scattare queste foto proprio nel Bisagno, la G.A.U ci ha dato la possibilità di esporle durante una loro festa e li le foto sono state apprezzate dalla responsabile dei soci e consumatori della Coop, che ci ha offerto di esporre la mostra nei centri commerciali Coop con un tour che avrebbe dovuto comprendere 5 centri ma che ne ha compresi solo 2 a causa della pandemia. Grazie a quella generosa offerta abbiamo iniziato a realizzare foto sempre più serie anche in altri luoghi e ora stiamo progettando altre due mostre con temi diversi.


Molti dicono che ritorneremo alla vita di prima. Altri dicono che non è più possibile: dobbiamo tornare alla normalità, ma ad una normalità diversa. In questo periodo la natura ci ha dimostrato che con una riduzione o un cambiamento dei nostri stili di vita, lei stia meglio. Che cosa ne pensate?

Per questa domanda cito un messaggio che abbiamo scritto sul sito: “Con questa pandemia, durante la prima ondata, la terra si è presa una pausa da noi per dirci che non ce la faceva più… che siamo noi il vero virus! Gli animali e la natura si sono ripresi i loro spazi e noi potevamo solo stare a guardare. Uscire da questa situazione come persone migliori è il minimo che possiamo fare! Ci è stata data una seconda possibilità per ripartire, facciamo del nostro meglio per aiutare la terra e, di conseguenza, noi stessi.” Con questo vogliamo dire che si, assolutamente la terra sta meglio senza di noi e ce lo ha dimostrato in diversi modi. Sarà difficile tornare alla normalità, anche perché prima che si possa considerare “normalità” chissà quanto tempo passerà, ma lentamente ci riusciremo, la sfida reale sta nel rendere questa nuova normalità migliore di quella vecchia per tutti: gli animali, l’ambiente e noi.


Facciamo abbastanza per la cura del Creato?

Assolutamente no, se no non saremmo in queste condizioni. Siamo al punto di non ritorno, dobbiamo rimboccarci le maniche e impegnarci più che mai. Siamo abbastanza intelligenti per poter sfruttare le nostre capacità per il bene del pianeta e non per il suo male. Potremmo fare, e comunque alcune sono già state fatte, cose incredibili per migliorare la nostra qualità di vita, perché bisogna capire che aiutare il pianeta non vuol dire aiutare qualcosa di esterno e lontano da noi, che non ci riguarda, vuol dire aiutare noi stessi e le generazioni future.


Quanto è importante la presenza di giovani nelle associazioni di sensibilizzazione ambientale?

E’ importantissima. Come dicevo prima, le nostra generazione e quelle prossime sono il futuro di questo pianeta, quindi è cruciale e fondamentale che sempre più giovani si avvicinino a questo tema; far parte di un’associazione è un modo per farlo. Oltre a fare buone azioni, conosci altri ragazzi come te, fai amicizia, ti diverti e crei occasioni di socialità. La nostra associazione come le altre sono un’ottima occasione per avvicinarsi al tema “guidati” da qualcuno e per sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Oggi è la giornata mondiale del Global Strike for Future, come darete la vostra voce per fermare la febbre del nostro Pianeta?

E’ importante che anche durante un momento del genere non ci si dimentichi di far arrivare il messaggio che oltre alla crisi che stiamo subendo a causa del Coronavirus, la crisi climatica non deve essere messa in secondo piano, perché è altrettanto pericolosa. Ovviamente bisogna rispettare tutte le normative e non creare assembramenti incontrollati, non potremo partecipare fisicamente allo sciopero a Genova perché siamo impegnati in altri progetti oggi, ma faremo sentire il nostro sostegno sui social e abbiamo una pulizia organizzata per domani, che sarà anche l’evento per l’anniversario dell’associazione.


Un messaggio da lanciare a chi ci sta seguendo sul rispetto dell'ambiente.

Quello che noi vogliamo che arrivi alle persone è che ognuno di noi può contribuire, nel suo piccolo, a cambiare le cose. Non pensate di non poter far niente, non pensate che la crisi climatica sia una battaglia persa e che debbano pensarci solo “i potenti”, tantissimi enormi cambiamenti nel corso della storia dell’umanità sono avvenuti grazie ai singoli che si sono uniti, alla popolazione che ha fatto sentire la sua voce, e non ai “potenti”. Certo, il loro aiuto è fondamentale, ma noi contiamo e possiamo fare grandi cose. Siate più consapevoli di ciò che mangiate, di ciò che comprate, da dove proviene e come è stato coltivato o allevato. Cercate di utilizzare meno plastica possibile, vi assicuro che sul lungo termine non solo ne gioverà il pianeta ma anche il vostro portafogli. Quando potete evitare di usare la macchina evitate di usarla. Piccoli accorgimenti che, se tutti noi mettessimo in atto, cambierebbero il mondo. E’ nostro dovere salvare la nostra casa, è nostro dovere rispettarla e rimediare ai danni che abbiamo fatto. Le informazioni potete trovarle ovunque, su internet, libri, film, documentari e chi più ne ha più ne metta. Informatevi tanto e vedrete che il cambiamento verrà spontaneo, perché vi renderete davvero conto che il problema non è così lontano da noi come crediamo. Non restate indifferenti, possiamo essere migliori di così!



Ecco le parole di Daniele, Vicepresidente dell'associazione TrashTeam di Genova.



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